Quando Melissa rientrò a tarda ora, Michele era ancora in cucina, davanti ad alcune bottiglie vuote di birra. - Bentornata... - balbettò, chinando di lato la testa.
- Ti avevo avvertito che avrei fatto tardi, - gli rispose, sgranando i suoi grandi occhi color cioccolata - avresti dovuto andartene a letto invece di dar fondo alle riserve di birra della cantina.
- Non ti preoccupare, - abbozzò un sorriso - non ti ho aspettata per farti chissà quali menate... e non c'è neppure bisogno che ti inventi una qualsiasi scusa. So dove sei stata.
- Mi hai fatta seguire? - lo incalzò, cambiando immediatamente espressione.
Cuba Libre, un sensuale incontro nella magia di Cuba
Genere:
erotico
L'aria calda dei tropici mi assalì all'improvviso appena lasciai l'aereo, il profumo forte del mare arrivò silenzioso nelle narici. Un secondo solo affinché la mente si abituasse alla visione di quella nuova terra dopo dodici ore di volo, e subito la voce di Isabel mi raggiunse in una folata di vento. Cuba, la più grande isola dei Caraibi, oasi dimenticata dal tempo, ad un passo dalla tecnologia e dal consumismo più sfrenato. Fu il silenzio a colpirmi in modo così sorprendente. Solo allora riuscii a comprendere quanto le voci ed i colori invece si perdano nel traffico caotico di una grande città.
Hibiscus, il fiore della trasgressione.
Genere:
erotico
C'è un momento nella vita in cui una donna si trova a riflettere sull'equilibrio instabile della propria esistenza.
Amori e dolori... emozioni e doveri, pagine scritte, cancellate e ricordate di un tempo che sembra appartenere al passato e che lascia sulle labbra il sapore aspro delle occasioni perdute. - Se dovessi ricominciare da capo, rivivrei gli stessi momenti col senno di poi, - sospirò Victoria, cercando conforto nello sguardo attento della psicologa - e probabilmente non commetterei nessuno degli errori che mi hanno precluso la felicità.
OmOsapiens, una storia di ordinaria follia.
Genere:
erotico
Il suono dell'arpa aleggiava tra le pareti vellutate del Boudoir e vibrava sulla pelle, graffiando l'anima come le unghie acuminate di una gatta che raspa nervosamente il vetro della finestra chiusa. Rebecca sentì una vampata di calore salirle su, nella gola, per poi ridiscendere nel ventre dov'era scaturita. Dietro un paravento, due ragazze avvinghiate con trasporto si baciavano con un sottile gioco di lingua, mantenendo le labbra a distanza per non mischiare le tonalità vermiglie dei rispettivi rossetti. Si accorsero del suo sguardo curioso e la insultarono senza riguardo.