Isola di Brehat – Bretagna.
La prima volta che vidi Ivonne rimasi a fissarla senza riuscire a pronunciare una parola. E' come se un silenzio assordante fosse rimasto impigliato negli arbusti fioriti che si inerpicavano ai lati di quella piccola porta intarsiata. Ricordo ancora quel suo modo apparentemente timido con cui mi tese la mano e l'arricciarsi delle sue labbra carnose nel pronunciare un saluto di benvenuto. La voce, dolcissima come il nettare di un fiore mi arrivò dritto nel cervello, lasciandomi senza fiato. - Ben arrivato, - sussurrò, frantumando quel breve istante di imbarazzo che si era creato tra noi - Kurt sarà felice di vederti.
Friends, amici come prima
Genere:
erotico
Rivederla dopo tanti anni fu per lui più di un colpo al cuore. Ma la vita è così, ti carica di speranze e poi ti porta via i sogni più belli. Viola era sempre stata la sua amica speciale fin dai tempi della scuola, almeno finché i primi impulsi di passione li avevano uniti in qualcosa di più forte e allo stesso tempo intimo e delicato. Credo che tutti noi ci ricordiamo ancora la nostra prima volta. Certo, alcuni con risultati meravigliosi ed altri per un cocente fallimento.
La collina dei ciliegi, trasgressioni inaspettate.
Genere:
erotico
Si passa la vita a desiderare che si realizzi un sogno... e poi, quando la carezza del fato sembra posarsi finalmente sulla nostra anima, ne abbiamo paura. La musichetta insistente del cellulare mi fece sobbalzare. Lo sguardo divertito dei colleghi di riunione attirò l'attenzione di Gustav Holez che mi fissò con malcelato nervosismo. - Lo so... mi scuso, - reagii prontamente - ma sono in attesa della chiamata di un cliente importante e non me la sono sentita di spegnerlo!
- E' lui? - domandò il Presidente.
- No... - balbettai, chiudendo frettolosamente la chiamata - purtroppo si tratta di mia moglie.
Darkness, cronaca romanzata di una messa nera.
Genere:
erotico
(Premessa - Questa storia vuol essere soltanto uno studio del fenomeno e non un'incitazione ad addentrarsi nella pratica di una messa nera.)
Suonavano le campane nel silenzio irreale della sera, e l'eco picchiava sui muri di sasso, rimbalzando tra gli stretti vicoli della città vecchia fino a raggiungermi sul terrazzo all'incrocio tra Gornja ulica e Rapske Brigade. Alzai gli occhi oltre la ringhiera azzurra, i quattro campanili bianchi si stagliarono nel cielo scuro, illuminati dal pallido sguardo della luna che sempre veglia sul sonno degli uomini, sospesi oltre l'incanto del tempo in cui vivono. - E' questa la mia terra... - pensai - un cuneo di roccia che si spinge nel mare lasciandomi appeso al cielo, ammaliato dalla forza che incute.