Isola di Brehat – Bretagna.
La prima volta che vidi Ivonne rimasi a fissarla senza riuscire a pronunciare una parola. E' come se un silenzio assordante fosse rimasto impigliato negli arbusti fioriti che si inerpicavano ai lati di quella piccola porta intarsiata. Ricordo ancora quel suo modo apparentemente timido con cui mi tese la mano e l'arricciarsi delle sue labbra carnose nel pronunciare un saluto di benvenuto. La voce, dolcissima come il nettare di un fiore mi arrivò dritto nel cervello, lasciandomi senza fiato. - Ben arrivato, - sussurrò, frantumando quel breve istante di imbarazzo che si era creato tra noi - Kurt sarà felice di vederti.
Friends, amici come prima
Genere:
erotico
Rivederla dopo tanti anni fu per lui più di un colpo al cuore. Ma la vita è così, ti carica di speranze e poi ti porta via i sogni più belli. Viola era sempre stata la sua amica speciale fin dai tempi della scuola, almeno finché i primi impulsi di passione li avevano uniti in qualcosa di più forte e allo stesso tempo intimo e delicato. Credo che tutti noi ci ricordiamo ancora la nostra prima volta. Certo, alcuni con risultati meravigliosi ed altri per un cocente fallimento.
Charlotte, il profumo dell'oblio.
Genere:
erotico
Il pareo ondeggiava al vento, candido, trasparente, etereo. Scivolava sulla pelle come una carezza, a volte innocente, a volte audace. E nel suo fresco abbraccio ondeggiava Charlotte. La sua figura sensuale appariva a tratti tra i cespugli di mirto in fiore. A volte riuscivo a scorgere solo i capelli chiari, annodati nella lunga treccia, adornata da un nastro rosso.
Quando voltò il capo nella mia direzione, pensai di essere stato tradito dal riflesso delle lenti di quel maledetto cannocchiale, acquistato per due soldi e sfuocato al punto da far sembrare un fantasma persino la signora più chiacchierata del momento.
La collina dei ciliegi, trasgressioni inaspettate.
Genere:
erotico
Si passa la vita a desiderare che si realizzi un sogno... e poi, quando la carezza del fato sembra posarsi finalmente sulla nostra anima, ne abbiamo paura. La musichetta insistente del cellulare mi fece sobbalzare. Lo sguardo divertito dei colleghi di riunione attirò l'attenzione di Gustav Holez che mi fissò con malcelato nervosismo. - Lo so... mi scuso, - reagii prontamente - ma sono in attesa della chiamata di un cliente importante e non me la sono sentita di spegnerlo!
- E' lui? - domandò il Presidente.
- No... - balbettai, chiudendo frettolosamente la chiamata - purtroppo si tratta di mia moglie.