Isola di Brehat – Bretagna.
La prima volta che vidi Ivonne rimasi a fissarla senza riuscire a pronunciare una parola. E' come se un silenzio assordante fosse rimasto impigliato negli arbusti fioriti che si inerpicavano ai lati di quella piccola porta intarsiata. Ricordo ancora quel suo modo apparentemente timido con cui mi tese la mano e l'arricciarsi delle sue labbra carnose nel pronunciare un saluto di benvenuto. La voce, dolcissima come il nettare di un fiore mi arrivò dritto nel cervello, lasciandomi senza fiato. - Ben arrivato, - sussurrò, frantumando quel breve istante di imbarazzo che si era creato tra noi - Kurt sarà felice di vederti.
Inquisitio, quando il dolore si fa piacere.
Genere:
erotico
Il viaggio in Scozia mi aveva lasciato nel sangue una strana malattia. Per quanto provassi a rientrare nella normalità, niente sembrava più come prima. Vivevo al rallentatore, immerso in uno strano torpore che riportava la mente all'Inquisizione, come se quelle immagini così forti, cruenti, eccitanti... avessero bisogno di tempo per essere decodificate. Mi svegliavo in piena notte nel buio dell'arena, ero disteso accanto a Shila e restavo immobile a guardarla mentre Markus si muoveva sopra di lei, agitando i fianchi con energia. Le forme sensuali erano schiacciate al suolo dal corpo opulento del carnefice che premeva con le grosse natiche sopra il seno
Thunderstorm, un incontro sotto la pioggia
Genere:
erotico
La prima volta che la vidi era un giorno d'estate e nulla lasciava supporre un incontro così interessante. Fu una nuvola passeggera a bisticciare col sole di luglio ed il sentiero di campagna prese invidia dal vicino torrente, supplicando il cielo che gli concedesse la pioggia come compagna di viaggio. L'unico riparo in quel gocciolare lacrime sempre più grandi era un casolare abbandonato, col tetto spiovente che creava un piccolo riparo tra l'erba alta della vegetazione.
La collina dei ciliegi, trasgressioni inaspettate.
Genere:
erotico
Si passa la vita a desiderare che si realizzi un sogno... e poi, quando la carezza del fato sembra posarsi finalmente sulla nostra anima, ne abbiamo paura. La musichetta insistente del cellulare mi fece sobbalzare. Lo sguardo divertito dei colleghi di riunione attirò l'attenzione di Gustav Holez che mi fissò con malcelato nervosismo. - Lo so... mi scuso, - reagii prontamente - ma sono in attesa della chiamata di un cliente importante e non me la sono sentita di spegnerlo!
- E' lui? - domandò il Presidente.
- No... - balbettai, chiudendo frettolosamente la chiamata - purtroppo si tratta di mia moglie.