Quando Roberta rientrò a casa e trovò le luci accese in salotto, capì che il gioco era finito.
Giorgio era sdraiato pigramente sul divano di stoffa a fiori, aveva il colletto della camicia slacciato, la cravatta allentata e le maniche arrotolate disordinatamente su, fino ai gomiti. Non l'aveva mai visto così, lui sempre elegante, preciso, perfetto in ogni occasione. Ma quella notte era un momento senza tempo in cui bisognava avere il coraggio di affrontare la verità. Non provò neppure a mentirgli, non aveva senso, gli si sedette di fronte e gli chiese cosa volesse sapere.
Thunderstorm III, l'epilogo inaspettato
Genere:
erotico
Quando quel pomeriggio lasciai Greta in compagnia di Filippo, ero sicuro che non l'avrei mai più né vista né sentita. Quel suo modo di annuire silenziosamente, quasi a volermi invitare ad andarmene come se ormai la mia presenza fosse superflua, era la riprova che le storie cominciano e finiscono per lo stesso motivo. Forse non terminano neppure, si consumano, ed allora è meglio che accada quando ancora non ci si odia, così da lasciare spazio ai ricordi e non alle inutili discussioni che ne conseguono. Cancellai persino il suo numero di telefono tanto ero convinto che avesse trovato l'amante giusto che la potesse soddisfare in ogni momento.
Infedele, le verità nascoste.
Genere:
erotico
Mara e Andrea si tenevano per mano, guardando dall'alto le minuscole isole che scorrevano sotto l'aereo, in un susseguirsi di paradisi senza tempo. Quattordici ore di volo su un Boeing di linea ed altre tre di trasferimento su di un giocattolo ad elica che sobbalzava ad ogni soffio di vento. Un viaggio interminabile per raggiungere un angolo sperduto della Tailandia, dove la sorella Tania si era sistemata insieme al marito. Una scelta di vita che ormai durava da oltre due anni, e che li aveva portati a realizzare il loro sogno nel cassetto. Gestivano un minuscolo villaggio per turisti, amanti delle immersioni.
Jakira, il piacere dell'attesa.
Genere:
erotico
Jakira era nata a San Paolo nella calda estate del sessantaquattro. Sua madre era una scrittrice olandese, sbarcata in Brasile alla ricerca dei misteriosi riti che accompagnano le sensuali notti delle baraccopoli di periferia, e si era innamorata di quella terra al punto da sceglierla come nuova patria. Negli anni che seguirono, andò a vivere nella elegante villa di Oscar Montalto, un ricco possidente spagnolo che doveva la sua fortuna all'esportazione di caffè. Nessuno osò mai affermare pubblicamente che fosse lui il padre della ragazza, ma la servitù vociferava delle sue frequenti visite notturne nella camera degli ospiti.