- C'è una ragazza che asserisce di essere stata molestata.
Il Commissario si sistemò con cura la cravatta e si voltò nervosamente verso la psicologa: - Dov'è? - domandò, scorrendo con la coda dell'occhio i presenti in sala d'aspetto.
- E' quella laggiù con l'abito color prugna, seduta accanto al pensionato che è già venuto ieri mattina. Quello che ha denunciato il vicino perché gli rovista nella spazzatura.
Serena stava conversando sommessamente col vecchietto, ma la sua preoccupazione maggiore era di riuscire ad infilarsi nei rari momenti in cui il l'altro doveva tirare il fiato, per rubargli il tempo e sommergerlo con le proprie paure.
Afrikaans, il respiro della savana.
Genere:
avventura
Etosha, il "Grande luogo bianco", così era chiamato dall'etnia Ovambo che ancora popola la regione. Quando il parco fu fondato, la Namibia era ancora una colonia tedesca e questa terra fu per anni la più grande riserva faunistica mondiale. La sua parte centrale è costituita dall'Etosha Pan, un'enorme depressione salina, antichi resti di un lago poco profondo, alimentato anticamente dal fiume Cunene. In seguito, il corso d'acqua mutò il proprio corso e tutta la zona si trasformò in un semi-deserto. Ai giorni nostri, durante la stagione delle piogge, il Pan viene talvolta alluvionato dai fiumi Oshana e Omiramba, riportando il lago ai suoi antichi splendori.
The last prayer, un macabro gioco
Genere:
avventura
Ristorante 'u Curtu – Marzamemi – Sicilia
Arthur aveva gli occhi chiusi e le braccia a penzoloni. In testa un cappello di paglia bianco che, insieme alla barba dello stesso colore, gli davano un'aria da vecchio agricoltore delle Pampas.
Ma non dormiva.
I primi passi che percepì furono quelli strascicati di 'u Curtu e poi quel suo schiarirsi la voce, tipico dei vecchi marinai che hanno lottato per anni col vento e la salsedine.
Dietro di lui altri passi, più precisi e leggeri.
Passi di donna o di ragazzo, che cercavano di nascondersi nel fruscio di quelli che li precedevano.
Encanto, il fiore delle due ombre
Genere:
avventura
La prima volta che vidi quei piccoli cilindri lucidi e rossastri portavo ancora i calzoni corti. Era una tiepida mattina di Maggio quando imboccai la breve discesa che portava al Castrum, un respiro di sollievo dopo quel lento risalire che mi aveva condotto fin sulla cima della collina. Un'inevitabile sosta all'unica fontana dei dintorni per rifornire la borraccia d'alluminio ricoperta di lana grigioverde, e poi di corsa oltre gli antichi piloni del ponte levatoio per raggiungere la torre di guardia.
Anche allora amavo isolarmi dal mondo per descrivere sulla carta l'immaginario esaltante dei miei pensieri, per molti ero soltanto un ragazzo dal carattere schivo, io invece cercavo da sempre il filo invisibile che unisce la terra ai sogni. La torre del Seprium m'ispirava... guardavo la grande vallata attraverso la stretta fessura del suo spioncino ed il mondo mi appariva sotto una diversa luce, un misto di magia e ricordi ancestrali.