Etosha, il "Grande luogo bianco", così era chiamato dall'etnia Ovambo che ancora popola la regione. Quando il parco fu fondato, la Namibia era ancora una colonia tedesca e questa terra fu per anni la più grande riserva faunistica mondiale. La sua parte centrale è costituita dall'Etosha Pan, un'enorme depressione salina, antichi resti di un lago poco profondo, alimentato anticamente dal fiume Cunene. In seguito, il corso d'acqua mutò il proprio corso e tutta la zona si trasformò in un semi-deserto. Ai giorni nostri, durante la stagione delle piogge, il Pan viene talvolta alluvionato dai fiumi Oshana e Omiramba, riportando il lago ai suoi antichi splendori.
Bakhramim, delitti con onore.
Genere:
avventura
- C'è una ragazza che asserisce di essere stata molestata.
Il Commissario si sistemò con cura la cravatta e si voltò nervosamente verso la psicologa: - Dov'è? - domandò, scorrendo con la coda dell'occhio i presenti in sala d'aspetto.
- E' quella laggiù con l'abito color prugna, seduta accanto al pensionato che è già venuto ieri mattina. Quello che ha denunciato il vicino perché gli rovista nella spazzatura.
Serena stava conversando sommessamente col vecchietto, ma la sua preoccupazione maggiore era di riuscire ad infilarsi nei rari momenti in cui il l'altro doveva tirare il fiato, per rubargli il tempo e sommergerlo con le proprie paure.
The last prayer, un macabro gioco
Genere:
avventura
Ristorante 'u Curtu – Marzamemi – Sicilia
Arthur aveva gli occhi chiusi e le braccia a penzoloni. In testa un cappello di paglia bianco che, insieme alla barba dello stesso colore, gli davano un'aria da vecchio agricoltore delle Pampas.
Ma non dormiva.
I primi passi che percepì furono quelli strascicati di 'u Curtu e poi quel suo schiarirsi la voce, tipico dei vecchi marinai che hanno lottato per anni col vento e la salsedine.
Dietro di lui altri passi, più precisi e leggeri.
Passi di donna o di ragazzo, che cercavano di nascondersi nel fruscio di quelli che li precedevano.
The last Pope, la fine di un'era
Genere:
avventura
Circolo Giuseppe Garibaldi – Monterosso Almo.
L'odore dolce del vino e quello acre del sudore riempivano l'aria, solleticando le narici degli anziani giocatori di sette e mezzo, silenziosi nel loro scrutarsi guardinghi l'un l'altro, in attesa della reciproca mossa.
Il soffio dell'aria calda che arrivò dalla piazza attirò la loro attenzione verso la porta, ma solo uno osò prendere la parola: – Mimmo, – disse all'oste – versa un bicchiere di vino allo straniero venuto da lontano, quello buono mi raccomando.
– Sei davvero sicuro che se lo meriti? – gli rispose, pulendo con l'avambraccio il marmo del bancone – Mi pare uno di quegli impiccioni che stanno a Roma.